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15 dicembre 2008

Cortei in Russia contro la riforma costituzionale

Fra le 100 e le 150 persone sono state fermate a Mosca e a San Pietroburgo nel corso di manifestazioni contro il governo. I dimostranti protestavano contro il progetto di riforma costituzionale che porterebbe da 4 a 6 anni il mandato del presidente russo:
“Sono venuta per dire che i russi devono essere liberi – dice una dimostrante – Che tutti, dal primo ministro Putin ai senza tetto, tutti devono obbedire alle leggi. La legge deve essere uguale per tutti”.
La polizia sarebbe intervenuta perché, secondo le autorità, i dimostranti avrebbero insistito per radunarsi in un luogo per il quale non era stata concessa l’autorizzazione, per ragioni di traffico.
Le marce del malcontento sono diventate uno dei marchi di fabbrica di un eterogeneo movimento di opposizione che va dai liberali all’ultrasinistra. Uno dei cortei era animato anche da ex ufficiali dell’esercito in pensione. Uno di loro è fra i fermati.
Mentre gli anti-Putin tentavano di occupare la piazza, sulla stessa piazza i pro-Putin del gruppo Giovane Russia, occupavano il tetto di uno stabile per manifestare contro i manifestanti.


(da Euronews)



14 dicembre 2008

Nuovo movimento liberale in Russia

L’opposizione liberale russa si organizza creando un nuovo movimento intorno a Garry Kasparov e Boris Nemtsov. Nel congresso tenutosi alla periferia di Mosca, l’ex campione di scacchi ha parlato a un centinaio di delegati provenienti da una quarantina di regioni russe. La nuova formazione ha preso il nome di Solidarnost, solidarietà. Per Kasparov l’obiettivo è rovesciare il governo: “Vogliamo smantellare il regime di Putin, è l’unico modo di reintrodurre la normale competizione politica nel nostro paese. Lo ripeto, smantellare, non distruggere, Non predichiamo la violenza”.
Fuori dalla sala, il gruppo Giovane Russia, legatoal partito del premier, ha manifestato contro l’iniziativa, accusando Kasparov di essere una scimmia bugiarda, pagata per destabilizzare il paese, nel momento delicato della crisi economica.


(da Euronews)

Viva l'Europa! sostiene questa nuova formazione liberale, ma con diversi dubbi legati alla sua effettiva utilità e alla capacità dei suoi membri di riuscire non tanto a rovesciare Putin e Medvedev, quanto per lo meno a far rinascere un partito liberale riformatore in Russia. Da quando c'è Putin, i partiti di centro-destra sono stati prima fortemente ridimensionati (2003) per non riuscire neppure a entrare in parlamento quattro anni dopo. Apparentemente non dispongono degli uomini giuste e di proposte in grado di attrarre i russi. Speriamo che, pur se lentamente, qualcosa inizi a cambiare, ma senza farci troppe illusioni!



20 novembre 2007

UE: ILLY, APRIRE ALLA RUSSIA: NON E' UN MIRAGGIO

UDINE - Per Riccardo Illy, Presidente del Friuli Venezia Giulia e dell'Are (Assemblea delle regioni d' Europa) ''aprire l' Unione Europea alla Russia non e' un miraggio, ma un' opzione concreta''. Intervenendo all' assemblea dell' Are, in corso a Udine, Illy ha citato il sociologo Alberoni che prevedeva l' unita' delle due Germanie gia' nel 1983. ''E' certo che la Russia faccia parte dell' Europa - ha detto Illy - e l' Unione Europea deve migliorare i rapporti con Mosca, cosi' come lo devono fare tutti gli altri Stati membri''. Al riguardo Illy ha citato una riunione dell' Are a Samara, una delle regioni della Russia piu' orientale. ''Ebbene - ha detto - in quella regione mi sono sentito come a casa mia, come in Norvegia o in qualsiasi altro paese d' Europa''. Per Illy un ruolo importante nell' integrazione della Russia nell' Unione Europea ''lo devono o lo possono svolgere le Regioni''. /SM

Bravo governatore! Adesso la sinistra italiana e i politici del resto d'Europa non avranno più motivo per canzonare Silvio Berlusconi che porta avanti questa idea da anni. Chissà che un po' alla volta anche altri politici europei non aprano gli occhi e non si rendano conto che la Russia non è Putin ma un Paese con una grande cultura e una storia europea, almeno dal 1703 quando, con la fondazione di San Pietroburgo, lo zar Pietro il Grande la ancorò definitivamente alla vecchia Europa.


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31 ottobre 2007

Esplosione su un bus in Russia

Esplosione sul bus, almeno otto morti

Un ordigno artigianale causa una strage su un pullman di linea a Togliatti, nella Russia centrale

MOSCA (Russia) - E' di almeno otto morti e 42 feriti il bilancio dell'esplosione di un ordigno artigianale avvenuta su un autobus a Togliatti, grossa città sul Volga a circa un migliaio di chilometri a ovest di da Mosca, dove vivono 700 mila persone.

I SOCCORSI - Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando fonti dell'ospedale dove sono stati portati i feriti. Sul posto, da quanto si è appreso, sono all'opera una decina di equipaggi di soccorso ed è arrivato anche il governatore della regione di Samara, assieme a un folto gruppo di inquirenti che stanno cercando di appurare l'esatta dinamica dei fatti e di capire chi possa avere architettato la strage. Secondo quanto riferito dai primi testimoni, la deflagrazione ha completamente squarciato il veicolo del servizio pubblico che stava percorrendo una strada alle porte della città.

LA CITTA' - Togliatti, centro industriale conosciuto soprattutto per la produzione di automobili (vi ha sede la Vaz, che negli anni Settanta aveva avviato una collaborazione con Fiat), ha origini nel 1700 ma deve il suo attuale nome ad un omaggio che i vertici del Pcus vollero rendere negli anni Sessanta al segretario del Pci, Palmiro Togliatti.

(da Corriere.it)


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21 agosto 2007

Maks 2007. La Russia punta al dominio dei cieli

La vetrina per mostrare al mondo le proprie ambizioni. Si è aperto a Zhukovsky vicino a Mosca, Maks 2007, il salone aeronautico attraverso il quale la Russia vuole riproporsi come potenza mondiale dell'aviazione civile e militare. Per la prima volta fa la sua comparsa la Compagnia aeronautica russa riunificata, la società, voluta dal presidente russo Vladimir Putin, che ha raccolto, sotto lo stesso marchio, i principali produttori aeronautici del paese.
"Questa è l'occasione per un confronto tra i massimi esperti del settore - ha affermato Putin - ricercatori, ingegneri, costruttori. Non è solo un'esibizione, ma un importante momento di sviluppo dell'aeronautica". L'inaugurazione di Maks 2007 segue di qualche giorno il minaccioso annuncio del Cremlino che ha intenzione di riprendere i voli dei bombardieri strategici su base permanente.
Per dare consistenza al proclama Mosca ha annunciato investimenti per 235 milioni di euro all'anno fino al 2010. Il salone resterà aperto sino al 26 agosto.

(da EuroNews)


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5 luglio 2007

Non scordatevi di Anna!

Per non dimenticare Anna Politkovskaja

Mercoledí 04.07.2007 17:20

Il 7 ottobre sarà un anno che Anna Politkovskaja è stata uccisa sul portone di casa sua a Mosca. Chi, a volto scoperto, le ha sparato quattro colpi di pistola è ancora impunito, così come quanti hanno ordinato di far fuoco sulla più coraggiosa giornalista che la Russia ricordi. Anna in patria era sconosciuta, come ha opportunamente (e delicatamente) ricordato il presidente Putin poche ore dopo l'esecuzione. Lì infatti i libri di Anna sulla Cecenia e sull'involuzione democratica russa faticavano a esser pubblicati. La libertà di stampa è minacciata in Russia da quando il Cremlino è guidato da un ex tenente colonnello del Kgb.
Eppure, malgrado minacce e avvelenamenti, Anna non aveva voluto abbandonare la sua terra, la sua Russia. I suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani a Groznij come a Mosca erano noti in Occidente.
Ma nessun rappresentante dell'Unione europea si è sentito in dovere di partecipare ai suoi funerali. Nessun capo di Stato. Nessun premier del mondo che parla di esportare la libertà. Se la politica è stata disattenta (partecipe invece alla gara per pagare il gas russo qualche spicciolo in meno), il mondo della cultura non può dimenticare Anna Politkovskaja.
Chiediamo quindi che, in tutta Europa, giornali, teatri, filarmoniche, orchestre o singoli artisti organizzino per il 7 ottobre 2007 iniziative per ricordare Anna. Per dire a chi l'ha fatta uccidere: noi non dimentichiamo!
Dall'appello sono sorte alcune iniziative. Due dovrebbero interessare librerie: Archivi del '900 a Milano e Spazio Terzo Mondo a Seriate. E' in via di organizzazione un convegno il 6 ottobre al Circolo della Stampa di Milano (dovrebbe esserci l'appoggio di Ordine dei giornalisti, stampa estera, Memorial Italia, Arci, Associazione radicale Enzo Tortora e Circolo Rosselli di Milano); sono state invitati: Susanna Camusso, Lella Costa, Serena Dandini, Letizia Gonzales, Francesca Gori, Lilli Gruber, Kirstin Hausen, Olga Krivosceieva, Pia Locatelli, Marco Pannella, Stella Pende, Ottavia Piccolo, Elena Racheva, Francesca Sforza, Anna Zafesova. A moderare: Salvatore Carrubba. Sono da confermare: luogo e presenze. Forse ci sarà un presidio il 7 mattina presso il consolato russo a Milano (dovrebbero organizzare i radicali: per portare fiori in memoria di Anna…ma è anche il compleanno di Putin…) e forse un concerto (o un dibattito) la sera in piazza Duomo a Lodi.

Andrea Riscassi

Per adesioni, segnalazioni, iniziative mailto: 7ottobre2007@gmail.com

(da Affari Italiani)


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5 luglio 2007

Mosca torna a minacciare

Se gli Stati Uniti insisteranno con il loro progetto di scudo antimissile, la Russia potrebbe installare una base missilistica a Kaliningrad. La minaccia è stata espressa dal vicepremier russo Sergei Ivanov, dopo che le alternative proposte da Mosca alla creazione dello scudo in Europa sono state snobbate da Washington.
Ivanov, parlando dal Kazakistan, ha detto che se queste proposte fossero accettate la Russia non avrebbe più bisogno di prendere contromisure difensive: "Ma, naturalmente - ha continuato -, la creazione di un complesso antimissile nella Repubblica Ceca e in Polonia invaliderebbe tutte le nostre proposte e buone intenzioni. Le due cose non possono stare insieme".
L'enclave di Kaliningrad si trova in una posizione strategicamente ideale per la Russia: incastrata fra Polonia e Lituania, permetterebbe a Mosca di tenere i propri missili puntati a breve distanza su una delle due installazioni previste dagli Stati Uniti per lo scudo.
La minaccia del bastone dopo le lusinghe della carota, insomma. Il presidente Putin nei giorni scorsi aveva proposto a George Bush di usare basi russe per il sistema che a detta di Washington servirebbe a scongiurare eventuali attacchi da parte dell'Iran.


(da EuroNews)



16 giugno 2007

Di questo passo non rimarrà nessuno

And then there were none

Il titolo che di questo intervento, in cui cercherò di dar conto in modo semplice del complesso intrigo che sta venendo alla luce fra il Cremlino (leggasi tra le righe "Vladimir Putin") e l'Occidente a partire dall’omicidio Litvinenko del novembre 2006, è uno dei titoli originali del romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, uno dei massimi successi della scrittrice britannica.
Per chi non sapesse l'inglese, il significato del titolo è E poi non rimase nessuno. Ed è chiaro che, se non ci sarà presto un cambiamento notevole in Russia, non rimarrà davvero nessuno. Intendo dire nessun oppositore dell'intellighenzia post-sovietica che sembrava avviata al superamento dapprima con la perestrojka di Gorbacev e poi, in modo più evidente (ma pur sempre tra molti intrighi) sotto la presidenza di quel Boris Eltsin, il Nonno, che in Occidente è passato alla storia per le sue ubriacature ma che qualcosa di buono aveva fatto o provato a fare e che oggi, a torto o a ragione, molti russi rimpiangono.
A chi volesse informarsi bene sulla storia recente della Russia, da Eltsin a Putin, consiglio il saggio I mutanti del Cremlino di Elena Tregubova (ed. PIEMME), un saggio corposo ma di scorrevole lettura, senz’altro da consigliare per scoprire la “faccia nascosta” di questa democratura, e tutto ciò che nessuno in Occidente ha mai voluto o osato dire.
Già. Elena Tregubova. Giovane e avvenente giornalista moscovita che, dopo la pubblicazione del libro in Russia, ha rischiato di morire. Un episodio del genere in qualsiasi stato Occidentale (dove questo termine si riferisce all’Occidente geo-politico, non meramente geografico) avrebbe scatenato proteste, processi, indagini a non finire. In Russia? Nulla di tutto questo.
Ma qualcuno dei lettori di Viva l’Europa! crede ancora che questo sia un fatto strano a Mosca? Poveri illusi! Nel resoconto 2006 di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa nel mondo la Russia occupa il 147° posto. Peggio di lei in Europa solo la Bielorussia, ma si sa.
I rapimenti e l’uccisione di giornalisti sono una cosa normale in Russia, in Bielorussia e fino a un paio di anni fa, in Ucraina (pare che sotto Yuschenko la situazione stia migliorando e Kiev è al 105° posto nella classifica di RsF); però fintantoché sono rimasti sotto silenzio, non hanno causato danni ai dittatorelli post sovietici.
Giornalisti eliminati di nascosto, si diceva. Però un giorno il colpo riesce a metà: è il 7 ottobre 2006 e nell’ascensore del suo palazzo di Mosca viene uccisa in circostanze misteriose la giornalista “libera” Anna Politkovskaja, una delle massime espressioni dell’opposizione a Vladimir Putin, autrice di pezzi scottanti sulla guerra in Cecenia: caratterialmente una specie di Fallaci moscovita. Gli esecutori? Non identificati, ma è fin troppo facile indovinare chi fosse il mandante.
Non passa neanche un mese e il 23 novembre muore a Londra, in seguito ad intossicazione da polonio-210, ex agente del KGB, poi FSB, messosi più tardi contro il Cremlino e i servizi segreti, arrivando ad accusare Putin per l’assassinio della Politkovskaja. A lungo si è brancolati nel buio alla ricerca di un esecutore e la polizia di Londra qualche tempo fa l’ha trovato: Andrej Lugovoj. Le autorità britanniche ne hanno chiesto l’estradizione, ma Mosca ovviamente non l’ha concessa (Putin l’ha bollata come “una stupidaggine”) e Lugovoj ha accusato i servizi segreti inglesi della morte di Litvinenko.
Questa è la storia fin qui. È una storia triste e agghiacciante che non viene raccontata abbastanza. A mano a mano che ci saranno sviluppi, mi riprometto di aggiornare questo post (o di scriverne altri). Se lo ritenete utile, pubblicatela anche sul vostro blog (ovviamente citando la fonte) affinché l’Europa si svegli e inizi ad agire affinché storie del genere non si ripetano più. L’UE deve aiutare l’opposizione liberale russa a rinascere perché i russi sono un grande popolo che si merita di vivere in pace e in libertà. Una libertà che fra una ventina anni dovrà avere una bandiera: le 12 stelle in campo blu sulla cupola del Cremlino. Viva la Russia!

di Michele Bondesan


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