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16 dicembre 2008

Paesi Baschi: arrestati 4 sospetti membri ETA

La polizia spagnola ha arrestato questa notte 4 presunti membri dell’Eta. Secondo i servizi antiterrorismo i quattro sospetti, due uomini e una donna, avrebbero ricoperto un ruolo informativo per l’organizzazione indipendentista basca: raccoglievano dati da fornire al reparto operativo per la preparazione di attentati. Il blitz è avvenuto a San Sebastian e nella vicina località di Pasajes de San Juan, nei Paesi Basci spagnoli.
In poco più di 6 mesi sono finiti in manette ‘Txeroki’, capo militare dell’Eta, e Aitzol Iriondo, suo successore. Il 20 maggio è stato poi arrestato Javier Lopez Pena detto ‘Thierry’, considerato dalla polizia il capo politico dell’organizzazione indipendentista basca. Una vera offensiva dello Stato contro l’utlimo grande gruppo indipendentista armato d’Europa che in 40 anni d’attività ha fatto più di 850 morti. Ultimo in ordine di tempo l’omicidio di Ignacio Uria Mendizabal, imprenditore edile di 71 anni, ucciso il 3 dicembre vicino a San Sebastian.

(da Euronews)


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15 dicembre 2008

Cortei in Russia contro la riforma costituzionale

Fra le 100 e le 150 persone sono state fermate a Mosca e a San Pietroburgo nel corso di manifestazioni contro il governo. I dimostranti protestavano contro il progetto di riforma costituzionale che porterebbe da 4 a 6 anni il mandato del presidente russo:
“Sono venuta per dire che i russi devono essere liberi – dice una dimostrante – Che tutti, dal primo ministro Putin ai senza tetto, tutti devono obbedire alle leggi. La legge deve essere uguale per tutti”.
La polizia sarebbe intervenuta perché, secondo le autorità, i dimostranti avrebbero insistito per radunarsi in un luogo per il quale non era stata concessa l’autorizzazione, per ragioni di traffico.
Le marce del malcontento sono diventate uno dei marchi di fabbrica di un eterogeneo movimento di opposizione che va dai liberali all’ultrasinistra. Uno dei cortei era animato anche da ex ufficiali dell’esercito in pensione. Uno di loro è fra i fermati.
Mentre gli anti-Putin tentavano di occupare la piazza, sulla stessa piazza i pro-Putin del gruppo Giovane Russia, occupavano il tetto di uno stabile per manifestare contro i manifestanti.


(da Euronews)



14 dicembre 2008

Solidarnost, le nouveau parti d'opposition de Garry Kasparov

LEMONDE.FR avec AFP | 13.12.08 | 17h21  •  Mis à jour le 13.12.08 | 17h27

L'opposition en Russie compte un nouveau parti : Solidarnost, emmené par Garry Kasparov. L'ancien champion du monde d'échecs a donné, samedi 13 décembre dans une banlieue de Moscou, le coup d'envoi de ce nouveau mouvement lors d'un congrès fondateur, avec l'espoir de se faire enfin entendre dans un pays où le premier ministre Vladimir Poutine reste tout-puissant.

Le nom choisi pour le mouvement fait référence au mouvement syndical polonais fondé dans les années 1980 Solidarnosc, qui "avait vaincu le fascisme", a souligné M. Kasparov dans le discours qu'il a prononcé devant les délégués. "Notre premier but sera de démanteler le régime [de l'ancien président] Poutine. C'est le seul moyen de rétablir la liberté et la concurrence politique dans le pays", a grondé M. Kasparov sous les applaudissements de la salle. Le leader a cependant reconnu que la coalition rassemblait des forces plutôt hétéroclites, couvrant l'ancien SPS (l'Union des forces de droite, libéral), des membres du RNDS de l'ancien premier ministre russe Mikhaïl Kassianov (lui-même absent) et des militants des droits de l'Homme, mais il s'est dit "très optimiste" quant à son avenir. "Le régime a une espérance de vie très courte : à la fin de l'année prochaine il y aura des secousses en Russie. Il faudra vers ce moment créer une coalition démocratique puissante", a-t-il affirmé.

"IL FAUT PARTICIPER CAR IL N'Y A RIEN D'AUTRE"

"Ici, il y a beaucoup de gens à qui ça ne plaît pas mais il faut participer car il n'y a rien d'autre. Si vous vous considérez comme démocrate, vous devez y être", a déclaré en marge du congrès l'un des délégués, Ivan Fedorenko, représentant du RNDS à Saint-Pétersbourg. La crise économique qui frappe durement la Russie attise le mécontentement dans les régions, a-t-il souligné, citant en exemple les usines automobiles de sa région, contraintes d'interrompre leur production pendant plusieurs semaines à la fin de l'année. "Beaucoup pensent que la crise ouvre une fenêtre de possibilités, que les gens seront mécontents à cause de l'économie et que les organisations démocratiques pourront défendre notamment les intérêts économiques et devenir aussi populaires que le Solidarnosc polonais", note-t-il.

Comme c'est fréquent en Russie, des jeunes partisans du pouvoir en place ont tenté de perturber le déroulement du congrès de Solidarnost. Une trentaine d'entre eux se sont réunis devant l'entrée du bâtiment en criant et en agitant une banderole sur laquelle était écrit "ça suffit de raconter des mensonges" et en agitant des fumigènes. Trois d'entre eux portaient des masques de singes et lançaient des bananes et des tracts proclamant "Les singes racontent des mensonges". Vendredi, des moutons aux pattes cassées ou morts avaient été projetés dans la direction des congressistes.


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permalink | inviato da vivaleuropa il 14/12/2008 alle 14:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 dicembre 2008

Israele, problemi nel Likud

L’analisi Israele, Netanyahu troppo «a sinistra» per il suo Likud

Israele è spesso un Paese di paradossi, elesse Ariel Sharon per essere difeso dal terrorismo e si ritrovò Gaza in mano ad Hamas; elesse Olmert perché era l’erede di Sharon e se l’è ritrovato alla sinistra dei laburisti a trattare con i siriani e a promettere Gerusalemme ai palestinesi. Adesso, mentre tutto il mondo paventava l’ascesa di Netanyahu come leader di destra, il suo Likud alle primarie del partito ha dimostrato di considerarlo invece troppo di sinistra e di volergli mettere alle costole un personaggio dalle labbra sottili e la determinazione messianica, Moshe Feiglin, un colono tagliato coll’accetta, molto religioso, al contrario di Bibi, che è laico, molto determinato a non spostarsi di un centimetro, mentre Bibi e la gran parte dei coloni sono ormai pronti a sacrificarsi per la pace. A Netanyahu va la simpatia del 31% dell’elettorato israeliano, mentre Tzipi Livni ha soltanto il 24. Se vincerà le elezioni, sarà un primo ministro molto contrastato dall’interno: dopo le primarie conclusesi martedì, potrebbe infatti essere assediato dai 19 probabili parlamentari legati agli «slot» concessi a Feiglin (anche se quest’ultimo è stato retrocesso agli ultimi posti della lista) contro i suoi 17. Bibi vuol fare un governo di coalizione e Feiglin esclude ogni rapporto col centro e con la sinistra; Bibi vuole portare nuova vita, concessioni e scambi territoriali, nei rapporti con i palestinesi e vuole anche andare a vedere cosa intendono dire i siriani quando fanno balenare la pace in lontananza; Feiglin intende evitare ogni contatto con i palestinesi; quanto al mondo arabo, ne esclude non a torto, ma qui in maniera totalizzante, la praticabilità effettiva per la pace. Netanyahu manda di nascosto in questi giorni di campagna elettorale messaggi rassicuranti sia agli americani che agli arabi.
Tutti sanno che Bibi è quello che in definitiva ha firmato con Arafat gli accordi di Wye Plantation e ha sgomberato Hebron riducendo la presenza ebraica a un piccolo gruppo che vive sulla tomba dei Patriarchi. Ma la sua intensa ripulitura a sinistra, atta anche a conquistare la simpatia internazionale per il giorno in cui sarà un primo ministro, non ha convinto buona parte del Likud. La minaccia iraniana innanzitutto, le alleanze degli Hezbollah e di Hamas con Iran e Siria, l’accanimento di Hamas su Sderot con i missili, il crudele rapimento di Gilad Shalit, ha condotto Feiglin un uomo che ha parlato dell’assassinio di Rabin in termine di cospirazione dei servizi segreti e della sinistra, che sul suo sito dice di volere uscire dall’Onu e che non ha mai voluto condannare l’assassino Baruch Goldstein, ad allargarsi nel Likud in maniera tale da rendere la gestione Netanyahu assai problematica. Nelle primarie la scelta di usare un complicato sistema di voto elettronico ha causato un calo degli elettori, e solo i motivati militanti di Feiglin hanno resistito in coda fino all’una di notte, ora di chiusura dei seggi. Tra gli eletti legati a Feiglin ci sono personaggi, però, come Benny Begin o Reuven Rivlin che con tutta probabilità recupereranno rapidamente la propria autonomia e sceglieranno di nuovo Netanyahu sull’estremista Feiglin.


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14 dicembre 2008

Nuovo movimento liberale in Russia

L’opposizione liberale russa si organizza creando un nuovo movimento intorno a Garry Kasparov e Boris Nemtsov. Nel congresso tenutosi alla periferia di Mosca, l’ex campione di scacchi ha parlato a un centinaio di delegati provenienti da una quarantina di regioni russe. La nuova formazione ha preso il nome di Solidarnost, solidarietà. Per Kasparov l’obiettivo è rovesciare il governo: “Vogliamo smantellare il regime di Putin, è l’unico modo di reintrodurre la normale competizione politica nel nostro paese. Lo ripeto, smantellare, non distruggere, Non predichiamo la violenza”.
Fuori dalla sala, il gruppo Giovane Russia, legatoal partito del premier, ha manifestato contro l’iniziativa, accusando Kasparov di essere una scimmia bugiarda, pagata per destabilizzare il paese, nel momento delicato della crisi economica.


(da Euronews)

Viva l'Europa! sostiene questa nuova formazione liberale, ma con diversi dubbi legati alla sua effettiva utilità e alla capacità dei suoi membri di riuscire non tanto a rovesciare Putin e Medvedev, quanto per lo meno a far rinascere un partito liberale riformatore in Russia. Da quando c'è Putin, i partiti di centro-destra sono stati prima fortemente ridimensionati (2003) per non riuscire neppure a entrare in parlamento quattro anni dopo. Apparentemente non dispongono degli uomini giuste e di proposte in grado di attrarre i russi. Speriamo che, pur se lentamente, qualcosa inizi a cambiare, ma senza farci troppe illusioni!



14 dicembre 2008

Ancora violenza ad Atene

Riesplode la violenza ad Atene: disperso dalla polizia anche il presidio pacifico organizzato di fronte al parlamento.
Ancora scene di guerriglia urbana. La breve pausa di relativa calma di ieri faceva supporre il ritorno alla normalità dopo che da una settimana si sono tenute in almeno dieci città del paese manifestazioni di protesta per l’omicidio del giovane Alexis Grigoroupulos da parte di un poliziotto.
Lanci di molotov e sassi si sono verificati fino all’alba di oggi in alcuni quartieri della capitale greca. Colpita anche una sede del ministero dell’ambiente oltre ad alcuni negozi e banche.
Si inasprisce la reazione della polizia anche nei confronti del volto pacifico della protesta.
Sciolto con la forza il presidio organizzato di fronte al parlamento per indurre le autorità a fare giustizia. Per disperdere le centinaia di giovani sono stati usati spray urticanti e lacrimogeni.
Alcuni manifestanti si sono opposti affrontando i poliziotti promettendo di non cedere. Tra loro soprattutto studenti e precari
La cosiddetta “generazione da 600 euro al mese” accusa il governo di rubare il futuro ai giovani.

(fonte: Euronews)

La Grecia non trova pace. E' senz'altro giusto prendere provvedimenti nei confronti del poliziotto che ha sparato ma è riprovevole il modo in cui la sinistra locale cavalca l'onda del disagio giovanile per esprimere accuse dai toni accesi verso il governo e la polizia. Niente da fare: non solo in Italia la sinistra si schiera spesso e volentieri contro le forze dell'ordine e trasforma i colpevoli in vittime e viceversa. Va bene, un poliziotto ha commesso un omicidio e va punito. Ma cosa ci faceva un ragazzino di quindici anni in mezzo a una protesta violenta di gruppi anarchici?
E guarda caso, le proteste sono così violente perché è in carica un governo di centro-destra. Anche in Grecia sussiste il mito secondo cui la sinistra è autorizzata a usare la forza, la destra no. Tutto ciò ricorda molto da vicino il voltafaccia dei postcomunisti italiani che appoggiarono i bombardamenti NATO su Belgrado senza mandato ONU, mentre hanno tacciato di guerrafondaio il governo Berlusconi che ha mandato soldati italiani in Iraq nel 2003 sulla base di una risoluzione ONU.
I giovani greci saranno a disagio, nessuno lo nega, ma non sono certo gli unici e non si capisce perché le colpe debbano essere di Karamanlis e non anche dei suoi predecessori, tra cui vari socialisti come Simitis. Ci piacerebbe molto saperlo, efkharistó!

Michele Bondesan


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14 dicembre 2008

Ritorna "Viva l'Europa!"

Care lettrici e cari lettori, cari europei,
per mesi non ho aggiornato questo blog e non me ne vanto. Il tempo a disposizione di uno studente universitario non è mai molto e, quando allo studio si aggiungono preoccupazioni che toccano la nostra famiglia e, in generale, l'ambiente che ci circonda, il blog passa necessariamente in secondo piano.
Tuttavia, i fatti importanti accaduti nel mondo in questi ultimi mesi mi hanno fatto ripensare ai tempi d'oro di "Viva l'Europa!", in cui questo blog era visitato da decine di persone al giorno (con picchi di alcune centinaia in occasione della commemorazione dell'11 settembre). E' vero, in quei bei tempi non ero solo: Angelo Fazio aveva intrapreso con me questa iniziativa che poi, purtroppo, ha deciso di abbandonare.
Adesso, almeno nelle intenzioni, "Viva l'Europa!" ritorna. Il taglio sarà sempre lo stesso: ci schiereremo a favore dei partiti e delle persone che promuovono la libertà, la costruzione della casa europea, la rinascita dell'umanità, contro chi opera per un nazionalismo esasperato, per la cancellazione dell'identità europea e per l'annullamento delle grandi conquiste dell'Occidente.
Sempre nelle intenzioni, questo blog dovrebbe essere aggiornato quotidianamente o, per lo meno, due-tre volte alla settimana, con articoli di giornali europei in diverse lingue, in modo da raggiungere anche gli Europei che non parlano l'italiano.
Dunque, al lavoro, e viva l'Europa!
Michele Bondesan


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Questo blog viola espressamente
il decreto legge 262 del 3/10/2006
di riforma della legge sul diritto d'autore



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Siamo tutti danesi! Per la libertà di espressione e contro il bavaglio che ci vogliono mettere in nome del politically correct


Siamo tutti estoni!
Per la sovranità di Tallinn e contro l'ingerenza del Cremlino

Viva l'Occidente!
Eurabia. Come l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita

Bat Ye'or è la nuova Fallaci. Leggete e diffondete questo libro!





Viva Israele!








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