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Ancora violenza ad Atene

Riesplode la violenza ad Atene: disperso dalla polizia anche il presidio pacifico organizzato di fronte al parlamento.
Ancora scene di guerriglia urbana. La breve pausa di relativa calma di ieri faceva supporre il ritorno alla normalità dopo che da una settimana si sono tenute in almeno dieci città del paese manifestazioni di protesta per l’omicidio del giovane Alexis Grigoroupulos da parte di un poliziotto.
Lanci di molotov e sassi si sono verificati fino all’alba di oggi in alcuni quartieri della capitale greca. Colpita anche una sede del ministero dell’ambiente oltre ad alcuni negozi e banche.
Si inasprisce la reazione della polizia anche nei confronti del volto pacifico della protesta.
Sciolto con la forza il presidio organizzato di fronte al parlamento per indurre le autorità a fare giustizia. Per disperdere le centinaia di giovani sono stati usati spray urticanti e lacrimogeni.
Alcuni manifestanti si sono opposti affrontando i poliziotti promettendo di non cedere. Tra loro soprattutto studenti e precari
La cosiddetta “generazione da 600 euro al mese” accusa il governo di rubare il futuro ai giovani.

(fonte: Euronews)

La Grecia non trova pace. E' senz'altro giusto prendere provvedimenti nei confronti del poliziotto che ha sparato ma è riprovevole il modo in cui la sinistra locale cavalca l'onda del disagio giovanile per esprimere accuse dai toni accesi verso il governo e la polizia. Niente da fare: non solo in Italia la sinistra si schiera spesso e volentieri contro le forze dell'ordine e trasforma i colpevoli in vittime e viceversa. Va bene, un poliziotto ha commesso un omicidio e va punito. Ma cosa ci faceva un ragazzino di quindici anni in mezzo a una protesta violenta di gruppi anarchici?
E guarda caso, le proteste sono così violente perché è in carica un governo di centro-destra. Anche in Grecia sussiste il mito secondo cui la sinistra è autorizzata a usare la forza, la destra no. Tutto ciò ricorda molto da vicino il voltafaccia dei postcomunisti italiani che appoggiarono i bombardamenti NATO su Belgrado senza mandato ONU, mentre hanno tacciato di guerrafondaio il governo Berlusconi che ha mandato soldati italiani in Iraq nel 2003 sulla base di una risoluzione ONU.
I giovani greci saranno a disagio, nessuno lo nega, ma non sono certo gli unici e non si capisce perché le colpe debbano essere di Karamanlis e non anche dei suoi predecessori, tra cui vari socialisti come Simitis. Ci piacerebbe molto saperlo, efkharistó!

Michele Bondesan

Pubblicato il 14/12/2008 alle 10.32 nella rubrica Analisi e opinioni.

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